Le ultime ricerche archeologiche a Gioiosa Vecchia
                                                         Natalia Molica Baratta

     Sul pendio nord-est del monte di Gioiosa Vecchia, due brevi campagne di scavo eseguite nel 1981 e 1982 hanno consentito la scoperta di un abitato di notevole importanza soprattutto per la consistenza e lo stato di conservazione delle strutture murarie.

     Le indagini si sono estese su una vasta area nei pressi di un antico complesso monastico, con esito positivo dovunque si siano eseguiti dei saggi. Lo scavo più consistente ha interessato un edificio rettangolare disposto in senso nord-sud, diviso in senso trasversale in tre ambienti. Solo due di essi sono stati esplorati fino al pavimento. Le strutture murarie che presentano particolari e accurate tecniche di costruzione, soprattutto in rapporto a un suolo in forte pendio, sono conservate fino ad oltre due metri di altezza e i livelli archeologici identificati al di sopra dei pavimenti hanno restituito materiali ceramici che datano al V sec. a.C. dunque un abitato che denuncia la presenza greca in una zona particolarissima che domina tutto il golfo di Patti, difesa dalla natura in maniera egregia.  

Monte Meliuso con i resti del Castello Aragonese Panorama dai ruderi verso Patti 


    Questo nuovo anonimo sito archeologico pone non pochi interrogativi: primo fra tutti la sua identificazione, inoltre incuriosisce la sua breve durata VI-V sec. a. C., questo insediamento finisce quando non poco lontano nasce Tyndaris.

    È certo però che non si tratta di uno sparuto insediamento di nomadi o di pastori. La presenza di ceramica preziosa proveniente dalla madre patria attesta uno scambio e un commercio non indifferente. L’illustre Prof. Bernabò Brea andava oltre: non solo scambi commerciali ma anche culturali attestati dalla presenza di frammenti ceramici dipinti forse dal pittore di Cefalù o di Lipari.  
    
Il ritrovamento di una quantità cospicua di pesi fittili da telaio di varia dimensione fanno supporre ad un centro di tessitura.  

Ruderi  Il monastero benedettino, dietro al quale si estende la zona archeologica interessata agli ultimi scavi del 1981/82

     Home page