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Le ultime ricerche archeologiche a Gioiosa Vecchia
Le indagini si sono estese su una vasta area nei pressi di un antico
complesso monastico, con esito positivo dovunque si siano eseguiti dei saggi. Lo
scavo più consistente ha interessato un edificio rettangolare disposto in senso
nord-sud, diviso in senso trasversale in tre ambienti. Solo due di essi sono
stati esplorati fino al pavimento. Le strutture murarie che presentano
particolari e accurate tecniche di costruzione, soprattutto in rapporto a un
suolo in forte pendio, sono conservate fino ad oltre due metri di altezza e i
livelli archeologici identificati al di sopra dei pavimenti hanno restituito
materiali ceramici che datano al V sec. a.C. dunque un abitato che denuncia la
presenza greca in una zona particolarissima che domina tutto il golfo di Patti,
difesa dalla natura in maniera egregia. |
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| Monte Meliuso con i resti del Castello Aragonese | Panorama dai ruderi verso Patti |
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È certo però che non si tratta di uno sparuto insediamento di nomadi
o di pastori. La presenza di ceramica preziosa proveniente dalla madre patria
attesta uno scambio e un commercio non indifferente. L’illustre Prof. Bernabò
Brea andava oltre: non solo scambi commerciali ma anche culturali attestati
dalla presenza di frammenti ceramici dipinti forse dal pittore di Cefalù o di
Lipari. |
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| Ruderi | Il monastero benedettino, dietro al quale si estende la zona archeologica interessata agli ultimi scavi del 1981/82 |